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Dalla gravidanza ai primi anni di vita: la lettura ad alta voce come intervento ostetrico precoce

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 04/02/2026

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World Read Aloud Day 2026

C’è un gesto semplice, quotidiano, capace di attraversare le generazioni: leggere ad alta voce. Eppure, per lungo tempo, è stato considerato poco più che un passatempo bonario, una piccola ritualità serale tra genitori e figli. Oggi la scienza ci dice che si tratta di qualcosa di molto più profondo: un atto di cura che inizia prima della nascita e che plasma il cervello, il linguaggio e le emozioni di un bambino per tutta la vita.

Il 4 febbraio 2026 ricorre il World Read Aloud Day, la 16ª edizione della giornata globale promossa da LitWorld, l’organizzazione nonprofit dedicata a rafforzare bambini e comunità attraverso il potere delle storie. Il tema di quest’anno è Celebrate Learning: un invito a riconoscere la lettura ad alta voce come catalizzatore di crescita, connessione e alfabetizzazione per tutta la vita.

Quest’anno, per la prima volta con questa intensità, la giornata coincide con un messaggio che arriva direttamente dalle ostetriche: leggere non è solo un compito educativo. È una vera pratica sanitaria, “fondamentale anche in ambito sanitario”, perché aiuta a migliorare le capacità cognitive ed emotive dei bambini già dal grembo materno.

Benefici scientifici prenatali

Il corpo ascolta prima che la mente capisca. Tutto inizia nel grembo materno. O meglio, tutto può iniziare nel grembo, se lo scegliamo. Dal terzo trimestre di gravidanza, il feto distingue voci e ritmi grazie a un sistema uditivo funzionale, con il liquido amniotico che filtra i suoni attenuandoli di circa 10 dB.

Le ricerche scientifiche dimostrano che i neonati riconoscono parole udite in utero, stimolando la plasticità neurale e l’apprendimento linguistico. La lettura materna favorisce la formazione di connessioni neurali, la preferenza per la lingua nativa e lo sviluppo emotivo.

Cosa dicono le ostetriche italiane

Nel contesto del World Read Aloud Day, la FNOPO ha lanciato un messaggio chiaro: la lettura ad alta voce deve entrare a far parte della routine di cura promossa dalle ostetriche, fin dal periodo prenatale.

Cristina Panizza, consigliera della FNOPO, spiega che leggere ad alta voce non è solo un’abitudine educativa, ma una pratica sanitaria che migliora le capacità cognitive ed emotive del bambino già prima della nascita, favorendo anche l’alfabetizzazione e una migliore acquisizione futura delle informazioni sulla salute.

La lettura condivisa, secondo Panizza, si inserisce nella genitorialità responsiva, un approccio che riconosce quanto l’ambiente familiare sia determinante per lo sviluppo cognitivo, linguistico ed emotivo del bambino.

Ma il ruolo dell’ostetrica non è limitato al consiglio passivo. «A noi ostetriche spetta motivare i genitori e la famigliaper rendere questa attività una pratica abituale nel contesto domestico», sottolinea Panizza. «La voce e la comunicazione sono cura: attraverso la voce l’ostetrica costruisce la relazione di cura con la donna e la famiglia».

Una parola chiave, in questo contesto, è autoefficacia: la fiducia dell’adulto nel proprio ruolo diventa, secondo la FNOPO, un fattore centrale nella crescita del bambino.

Pochi minuti che fanno la differenza

L’efficacia clinica della lettura non dipende dalla complessità dei contenuti né dalle abilità espressive dell’adulto. Conta la regolarità del gesto e la qualità della relazione che si instaura. Anche solo 10 minuti al giorno possono fare la differenza, se trasformati in un rito quotidiano.

Il modello italiano: Nati per Leggere

In Italia il programma di riferimento è Nati per Leggere, avviato nel 1999 dalla collaborazione tra Associazione Culturale Pediatri, Associazione Italiana Biblioteche e Centro per la Salute del Bambino. È l’unico programma nazionale riconosciuto dal Ministero della Salute, inserito nella campagna Genitori più: prendiamoci cura della loro vita.

Il programma coinvolge pediatri, biblioteche, scuole e operatori del materno-infantile, comprese le ostetriche, che diffondono la lettura ad alta voce dai consultori alle visite domiciliari. Oltre 20.000 docenti in Italia adottano il metodo della lettura condivisa, e il progetto ha prodotto più di 60 titoli adattati alle diverse fasi dello sviluppo.

La Regione Toscana ha fatto un passo ulteriore: dal 2019, ogni scuola, di ogni ordine e grado, prevede un momento quotidiano di lettura ad alta voce.

Prospettive internazionali

A livello globale, OMS, UNICEF e Banca Mondiale (attraverso il Nurturing Care Framework) indicano la lettura nei primi 1.000 giorni di vita come un investimento essenziale per ridurre le disuguaglianze. L’AAP raccomanda vere e proprie prescrizioni mediche per la lettura regolare fin dalla nascita.

In Italia, queste indicazioni si allineano a campagne come Genitori più, che pongono l’accento su benessere relazionale, prevenzione dell’analfabetismo funzionale e salute pubblica.

Panizza conclude: «Leggere, parlare e cantare insieme rende felici: è nutrimento che arriva al cuore e alla mente». Bastano pochi minuti al giorno, già in gravidanza, per creare legami duraturi e promuovere salute e sviluppo lungo tutto l’arco della vita.