Vittoria, pronto soccorso sotto assedio: NurSind lancia l’allarme sicurezza
Aggressioni, operatori feriti e vigilanza insufficiente. Il sindacato infermieristico chiede risposte immediate
"C’è un punto oltre il quale l’emergenza non può più essere raccontata come fatalità. Quando la violenza entra stabilmente nei pronto soccorso, quando chi cura diventa bersaglio e chi lavora teme per la propria incolumità, allora il silenzio istituzionale diventa complicità. È in questo contesto che il NurSind torna a far sentire la propria voce, con forza e senza ambiguità".
Vittoria, 05/02/2026. L’ennesimo episodio di violenza registrato al Pronto soccorso dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria non è solo una notizia di cronaca, ma il simbolo di una deriva ormai strutturale che investe i servizi di emergenza. Una notte di caos, paura e sangue ha lasciato sul campo due operatori sanitari feriti, uno dei quali con una frattura alla spalla, e un reparto devastato. Un quadro che conferma ciò che il NurSind denuncia da tempo: nei pronto soccorso si lavora senza adeguate tutele.
L’aggressione, avvenuta intorno alle 22.30, ha visto un paziente con disturbi psichiatrici perdere completamente il controllo, scagliarsi contro medici e infermieri e distruggere arredi e attrezzature. Solo l’intervento della guardia giurata ha evitato conseguenze ancora più gravi, mentre le forze dell’ordine, impegnate su altri fronti, sono riuscite a raggiungere l’ospedale soltanto dopo circa due ore. Un vuoto operativo che espone il personale sanitario a rischi inaccettabili.
“Il NurSind ha più volte chiesto la massima attenzione sul problema della sicurezza dei lavoratori dei pronto soccorso. Non è possibile continuare a operare in un clima di tensione e preoccupazione costante",
sottolinea Giuseppe Savasta, segretario territoriale NurSind di Ragusa.
Parole che non lasciano spazio a interpretazioni. Per il sindacato infermieristico, quanto accaduto a Vittoria non è un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di un sistema che non riesce – o non vuole – proteggere chi garantisce l’assistenza nelle situazioni più critiche. Il personale sanitario, già schiacciato da carichi di lavoro insostenibili e carenze di organico croniche, si ritrova spesso a fronteggiare esplosioni di violenza senza strumenti adeguati.
“La formazione è importante, ma non basta. Servono presidi di vigilanza stabili e adeguati, subito. Non possiamo aspettare che accada qualcosa di irreparabile”,
ribadisce Savasta, rimarcando la posizione del NurSind.
Il sindacato denuncia una strategia fatta di interventi formali e risposte tampone, mentre la realtà dei pronto soccorso racconta tutt’altro. La sicurezza non può essere demandata alla buona volontà degli operatori né affidata esclusivamente a corsi di aggiornamento che nulla possono contro la violenza improvvisa.
“La sicurezza degli operatori non è negoziabile. Tutelare chi lavora nei pronto soccorso significa tutelare anche i cittadini”,
conclude il NurSind di Ragusa.
Un messaggio chiaro, che chiama in causa direttamente le aziende sanitarie e le istituzioni. Perché senza infermieri e professionisti sanitari messi nelle condizioni di lavorare in sicurezza, non esiste sanità pubblica degna di questo nome.
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