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Indennità pronto soccorso, NurSind diffida la Regione Toscana

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 20/03/2026

NurSind dal territorioToscana

Scontro aperto sulle risorse e sugli importi: il sindacato denuncia penalizzazioni e minaccia mobilitazione

di Giuseppe Provinzzno

C’è un limite oltre il quale le scelte amministrative non sono più solo tecniche, ma diventano atti politici che incidono direttamente sulla dignità dei professionisti sanitari. È su questo crinale che si colloca lo scontro tra NurSind Toscana e Regione: una vicenda che riporta al centro il tema, mai risolto, del riconoscimento economico e professionale degli infermieri impegnati nei contesti più critici.

Firenze, 20/03/2026. Il clima tra NurSind Toscana e Regione si fa sempre più teso. Il sindacato delle professioni infermieristiche ha infatti inviato una diffida formale al presidente della Giunta regionale Eugenio Giani e all’assessora alla sanità, contestando scelte ritenute gravemente penalizzanti per gli infermieri operanti nei pronto soccorso.

Al centro della vertenza emergono due nodi cruciali: da un lato il riparto delle risorse regionali, dall’altro la determinazione degli importi dell’indennità, elementi che secondo il NurSind si discostano in modo evidente dalle disposizioni contrattuali.

Nel merito, la Regione Toscana avrebbe destinato una quota del 6,30% del Fondo sanitario nazionale all’indennità di pronto soccorso, una percentuale inferiore rispetto al 7,77% previsto dal contratto collettivo a partire dal 2023. Una scelta che, secondo il sindacato, comporta una riduzione concreta delle risorse disponibili per i professionisti.

A questo si aggiunge la definizione degli importi: 190 euro mensili lordi per il 2023 e 310 euro dal 2024, cifre che, oltre a risultare uniformi per tutto il personale, vengono considerate inadeguate rispetto al livello di responsabilità e rischio che caratterizza il lavoro nei pronto soccorso.

Ma il punto più critico riguarda l’applicazione degli oneri riflessi anche agli arretrati. Secondo il NurSind, si tratta di una scelta unilaterale che determina una duplicazione della tassazione sulle risorse destinate agli infermieri, configurando una situazione anomala rispetto al resto del Paese, dove gli importi vengono riconosciuti al netto.

“Siamo particolarmente insoddisfatti per il basso livello raggiunto dalle relazioni sindacali tra i soggetti firmatari del contratto e la Regione Toscana” – dichiara il segretario regionale NurSind Giampaolo Giannoni – “Il confronto si è esaurito in una sola riunione, durante la quale avevamo chiesto l’immediata erogazione degli arretrati e un adeguamento reale dell’indennità. Ci siamo invece trovati di fronte a importi decisi unilateralmente e indicati al lordo azienda”.

Il sindacato denuncia quindi una gestione senza reale confronto, che avrebbe portato a decisioni già definite e comunicate alle parti sociali senza margini di trattativa.

“Una decisione inammissibile perché va a colpire direttamente le tasche degli infermieri” – prosegue Giannoni – “Abbiamo chiesto che le cifre siano realmente onnicomprensive al lordo busta paga, senza ulteriori decurtazioni. La differenza di appena 40 euro è uno schiaffo alla categoria, soprattutto in assenza di qualsiasi calendarizzazione per il pagamento degli arretrati 2025”.

Il NurSind sottolinea inoltre come le risorse siano già disponibili, rendendo ancora più incomprensibile il ritardo nella loro distribuzione. Una situazione che alimenta malcontento e sfiducia tra i professionisti, già sottoposti a condizioni di lavoro particolarmente gravose.

“Se non arriveranno risposte concrete e immediate – conclude il NurSind – siamo pronti ad avviare una mobilitazione e a scendere in piazza. Gli infermieri meritano rispetto, non penalizzazioni”.