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Sanità Piemonte, 5 milioni per l’estate: accordo sindacale, ma resta l’emergenza

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 21/04/2026

NurSind dal territorioPiemonte

Intesa tra Regione e sindacati sulle prestazioni aggiuntive: il NurSind rilancia sul nodo strutturale


di Giuseppe Provinzano

Un risultato concreto, frutto del lavoro unitario delle organizzazioni sindacali, che consente di affrontare l’emergenza estiva senza scaricare ancora una volta il peso sugli infermieri. Ma sotto la superficie resta una crisi profonda che non può più essere ignorata. Il NurSind, con il suo Segretario Regionale Piemonte Francesco Coppolella, accende i riflettori su un sistema sempre più in affanno.


Torino, 21/04/2026. È il risultato di un confronto serrato e condiviso tra tutte le organizzazioni sindacali firmatarie quello che ha portato allo stanziamento di 5 milioni di euro destinati alle prestazioni aggiuntive retribuite per garantire i livelli essenziali di assistenza nel periodo estivo.

Un passaggio importante, costruito grazie all’azione congiunta delle sigle, tra cui il NurSind, che ha contribuito in maniera determinante a portare al centro del dibattito il tema del riconoscimento economico del lavoro extra degli infermieri.

L’intesa rappresenta una risposta immediata a una fase critica, ma non può essere letta come una soluzione definitiva. Lo stesso sindacato delle professioni infermieristiche, attraverso il Segretario Regionale Piemonte Francesco Coppolella, lo sottolinea con chiarezza.

“È un risultato che riconosciamo come frutto del lavoro di tutte le sigle, ma non possiamo fermarci qui: non è una soluzione strutturale”

Il punto centrale resta infatti la sostenibilità del sistema, oggi sempre più legata alla disponibilità del personale a coprire turni aggiuntivi.

“Non si può più pensare di garantire i servizi chiedendo lavoro extra senza retribuzione. Questo accordo segna un cambio di passo, ma arriva dopo anni di sacrifici non riconosciuti”

La carenza infermieristica continua a rappresentare il vero nodo irrisolto. Un problema che non nasce oggi e che, secondo il NurSind, rischia di produrre effetti ancora più gravi nei prossimi mesi.

“Siamo davanti a un sistema che inizia a mostrare le sue crepe: gli infermieri diminuiscono mentre aumentano altre figure. In alcune realtà si registrano più medici che infermieri in corsia”

Un dato che fotografa una distorsione nella programmazione del personale e nell’utilizzo delle risorse, con un impatto diretto sull’organizzazione dell’assistenza.

Nel frattempo, il sistema sanitario è chiamato a sostenere anche la sfida delle nuove strutture territoriali, tra case e ospedali di comunità, spesso attivate senza una reale dotazione organica.

“Si stanno aprendo servizi senza il personale necessario, sottraendo risorse alle corsie e ricorrendo a soluzioni temporanee pur di rispettare i vincoli”

Un contesto che rischia di aggravarsi ulteriormente, anche alla luce della scarsa adesione di alcune figure professionali a questi nuovi modelli organizzativi.

A tutto ciò si aggiunge il carico crescente di attività non assistenziali, che continua a gravare sugli infermieri.

“Sempre più spesso ci troviamo a svolgere compiti burocratici e amministrativi, mentre manca una vera riorganizzazione che consenta di riportare gli infermieri al centro dell’assistenza”

L’accordo raggiunto consente di affrontare l’immediato, ma lascia aperte tutte le questioni di fondo. A settembre è previsto un nuovo confronto con la Regione, ma il messaggio che arriva dal NurSind e dal suo Segretario Regionale Piemonte Francesco Coppolella è chiaro: servono scelte coraggiose e strutturali.