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Malzoni, buoni pasto negati: il NurSind Avellino va allo scontro dopo il flop in ITL

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 15/05/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Ad Avellino salta la conciliazione davanti all’Ispettorato del Lavoro. Il NurSind: “Ora verifiche ispettive e accesso ai conti”

di Giuseppe Provinzano

Quando il dialogo si interrompe davanti alle istituzioni, significa che il livello della tensione ha ormai superato il punto di guardia. È quanto accaduto alla Casa di Cura Malzoni di Avellino, dove la vertenza sui buoni pasto si è trasformata in uno scontro aperto tra lavoratori e proprietà.

Dopo anni di sacrifici e promesse mai concretizzate, il tentativo di conciliazione davanti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro si è concluso con un nulla di fatto. E ora il NurSind annuncia battaglia, parlando apertamente di verifiche ispettive, controlli sui bilanci e iniziative legali.


 Avellino, 15/05/2026. Alla Casa di Cura Malzoni la trattativa sui buoni pasto si arena definitivamente davanti all’Ispettorato Territoriale del Lavoro. L’incontro convocato presso l’ITL si è infatti concluso senza accordo, sancendo una rottura netta tra la direzione aziendale e le rappresentanze sindacali del NurSind.

Al centro della vertenza vi è il mancato ripristino dei buoni pasto sospesi nel 2016, quando i lavoratori — secondo quanto ricostruito dal sindacato — accettarono un sacrificio temporaneo per consentire il mantenimento dei livelli occupazionali e la tutela del personale precario.

A distanza di quasi dieci anni, però, quel sacrificio sarebbe diventato strutturale.

Secondo quanto emerso durante il confronto, la proprietà avrebbe motivato il diniego parlando di difficoltà economiche e di “contrazioni di bilancio” legate a contenziosi legali persi dalla struttura.

Una posizione che il NurSind respinge con durezza.

“Non accettiamo che i lavoratori paghino per errori legali o gestionali della proprietà. È inaccettabile che una struttura sanitaria continui a risparmiare per dieci anni sulla dignità dei propri dipendenti”, attaccano la segretaria territoriale NurSind Avellino Romina Iannuzzi e il segretario aziendale Michele Rosapane.

Il sindacato parla apertamente di “voltafaccia”, ricordando come nei mesi scorsi fossero arrivate dichiarazioni pubbliche che lasciavano intendere una possibile apertura sul tema.

Per il NurSind, invece, davanti all’Ispettorato sarebbe emersa una chiusura totale della direzione aziendale.

“Pretendere che un sacrificio temporaneo diventi una condanna definitiva è inaccettabile. La proprietà ha scelto lo scontro e noi risponderemo con compattezza”, ribadiscono i rappresentanti sindacali.

Con il fallimento della conciliazione, la vertenza entra ora in una nuova fase. L’Ispettorato Territoriale del Lavoro procederà infatti con accertamenti ispettivi d’ufficio, mentre il sindacato annuncia ulteriori iniziative nelle sedi legali e ministeriali.

Il NurSind chiederà inoltre accesso alla documentazione contabile della struttura per verificare la reale consistenza delle perdite dichiarate dalla direzione aziendale e comprendere se le motivazioni economiche addotte trovino effettivo riscontro nei bilanci.

La sensazione è che la partita sia soltanto all’inizio. E che quella dei buoni pasto, per i lavoratori del Malzoni, sia ormai diventata una battaglia simbolica sul rispetto, sulla credibilità e sulla dignità professionale.