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ASL Caserta, NurSind all’attacco: ''Delegittimata la dirigenza infermieristica''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 17/05/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Riunione annullata e accuse durissime all’Azienda: “Così nulla può cambiare davvero”


di Giuseppe Provinzano

La vera rivoluzione della sanità territoriale non passa soltanto dalle strutture o dai finanziamenti del PNRR. Passa soprattutto dalla capacità di valorizzare le professioni sanitarie, riconoscerne il ruolo strategico e costruire modelli organizzativi moderni, capaci di stare al passo con i tempi.

Quando invece il confronto viene interrotto, le riunioni annullate e le autonomie professionali ridimensionate, il rischio concreto è quello di riportare indietro di anni il sistema sanitario. È questo il cuore del duro affondo lanciato dal NurSind Caserta, che parla apertamente di “delegittimazione” della dirigenza delle professioni sanitarie e di una sanità ancora ostaggio di vecchie logiche di potere.


Caserta, 17/05/2026. È una denuncia pesantissima quella che il NurSind Caserta, attraverso il segretario territoriale Antonio Eliseo, indirizza ai vertici dell’ASL casertana dopo l’annullamento improvviso della riunione convocata per discutere dell’organizzazione delle Case di Comunità e della gestione del personale infermieristico territoriale.

La convocazione, formalizzata dalla Direzione Sanitaria aziendale, prevedeva un confronto con tutti i referenti della professione infermieristica distrettuale sui temi del fabbisogno di personale, della regolamentazione professionale e dell’organizzazione delle risorse sanitarie territoriali.

Ma il successivo annullamento dell’incontro ha provocato una durissima presa di posizione sindacale.

“Prima si indice una riunione con tutti i referenti per comprendere come organizzare il personale rispetto alle aperture delle Case di Comunità e subito dopo viene annullata. Questo dimostra una preoccupante mancanza di visione.”

Per il NurSind, il problema non riguarda solo la gestione organizzativa, ma rappresenta il sintomo di una cultura amministrativa incapace di riconoscere il ruolo strategico della professione infermieristica.

Nel comunicato ufficiale inviato al Direttore Generale dell’ASL Caserta, il sindacato parla apertamente di una Azienda ancora fortemente sbilanciata verso logiche burocratiche e centralizzate.

“Siamo certi e convinti che all’interno di questa Azienda sia difficile imparare a confrontarsi con chi riveste il ruolo di dirigente delle Professioni Sanitarie. Troppi dirigenti medici, troppi dirigenti amministrativi.”

Parole durissime che diventano ancora più pesanti nel passaggio dedicato alla giornata del 12 maggio, simbolicamente coincidente con la Giornata Internazionale dell’Infermiere.

“Quello che è successo il 12 maggio mi ha lasciato basito, aumentando la consapevolezza che il cambiamento verso una pubblica amministrazione più efficiente sia ancora lontano.”

Secondo Antonio Eliseo, impedire autonomia gestionale e organizzativa alla dirigenza delle professioni sanitarie significa colpire direttamente le conquiste ottenute negli anni dagli infermieri.

“Se la dirigente delle professioni sanitarie viene delegittimata nella propria autonomia, allora si sancisce il principio che nulla deve cambiare in questa ASL.”

Il NurSind punta inoltre il dito contro quelli che definisce veri e propri “centri di potere e gestione”, accusati di perpetuare vecchie dinamiche organizzative.

“Si continua ad applicare la regola gattopardiana del ‘tutto cambi affinché nulla cambi’. Questa ASL non è ancora in grado di stare al passo con i tempi.”

Nel documento, il sindacato esprime piena solidarietà alla dirigente delle professioni sanitarie, la Dott.ssa Stabile, condannando quello che viene definito un atteggiamento ingiustificabile da parte della Direzione Sanitaria.

“Come organizzazione sindacale che tutela la professione infermieristica ed ostetrica esprimiamo tutta la nostra solidarietà nei confronti della Dott.ssa Stabile.”

Infine, il NurSind Caserta invoca anche un intervento istituzionale dell’Ordine professionale.

“Ci auguriamo un autorevole intervento del Presidente dell’OPI di Caserta affinché si ponga fine a questi comportamenti.”

Per il sindacato, senza una reale autonomia della dirigenza infermieristica e senza un confronto trasparente sulla gestione delle risorse umane, le Case di Comunità rischiano di nascere prive di una reale capacità organizzativa e assistenziale, con conseguenze dirette sulla qualità delle cure e sulla sicurezza dei cittadini.