Virus Andes, nessun nuovo contagio ma l’allerta resta alta fino a fine giugno
La situazione resta sotto controllo e, per il momento, non si registrano nuovi casi di contagio da virus Andes legati al focolaio emerso dopo la crociera proveniente da Sant’Elena. Le autorità sanitarie invitano però alla cautela: il lungo periodo di incubazione dell’hantavirus impone ancora settimane di osservazione prima di poter dichiarare conclusa l’emergenza.
Secondo gli esperti, il virus Andes presenta un’incubazione mediana di circa diciotto giorni, ma in alcuni casi può arrivare fino a sei settimane. Per questo motivo il monitoraggio dei passeggeri e dei contatti stretti proseguirà almeno fino alla fine di giugno 2026. Se entro quarantadue giorni dalle ultime possibili esposizioni non emergeranno nuovi positivi tra le persone salite a bordo della nave, l’esposizione primaria potrà essere considerata esaurita.
Nel frattempo, però, il quadro si è complicato per la presenza di ulteriori contatti potenzialmente a rischio, compresi alcuni operatori sanitari di un ospedale universitario olandese dove sarebbero stati maneggiati campioni biologici fuori protocollo.
Tra i casi monitorati c’è anche una turista britannica che si trovava sul volo Johannesburg-Amsterdam sul quale aveva viaggiato la donna olandese di 69 anni risultata positiva al virus Andes e successivamente deceduta in un pronto soccorso sudafricano. La donna, moglie della prima vittima del focolaio, era salita brevemente a bordo del volo Klmdiretto ad Amsterdam, ma era stata fatta scendere poco dopo a causa del peggioramento delle sue condizioni di salute.
Sul medesimo volo viaggiava anche la turista britannica, successivamente rintracciata dalle autorità sanitarie e trasferita all’ospedale Sacco di Milano insieme a un’accompagnatrice.
“In applicazione dei protocolli sanitari previsti per i contatti di casi confermati – ha spiegato l’assessore al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso – la turista è stata sottoposta agli accertamenti virologici, risultati negativi, e posta in quarantena all’ospedale Sacco di Milano per il periodo di osservazione sanitaria”.
Anche l’accompagnatrice è risultata negativa ai test per hantavirus ed è stata presa in carico secondo le procedure previste dalle autorità sanitarie.
All’ospedale Sacco è ricoverato dalla scorsa settimana anche un turista inglese di 60 anni, individuato come contatto stretto per aver viaggiato da Sant’Elena a Johannesburg con la donna poi deceduta. Secondo quanto riferito dalla Regione Lombardia, i suoi test virologici “permangono negativi”.
Nei giorni scorsi l’uomo aveva manifestato qualche linea di febbre, facendo scattare nuovi controlli. Gli esami hanno però escluso l’hantavirus: il paziente è risultato positivo a un rhinovirus, il microrganismo responsabile del comune raffreddore.
“Anche questa volta – ha concluso Bertolaso – a seguito della segnalazione ricevuta dal ministero della Salute, abbiamo agito tempestivamente raggiungendo la turista indicata dal Regno Unito come contatto di caso di hantavirus. Ringrazio il personale sanitario regionale, Ats Milano e i professionisti del Sacco per la rapidità e la competenza dimostrate nella gestione del caso”.
Le autorità sanitarie continuano intanto il tracciamento dei contatti e il monitoraggio clinico dei soggetti esposti. Ogni giorno senza nuovi contagi viene considerato un segnale incoraggiante, ma la prudenza resta massima fino alla scadenza del periodo di osservazione.
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