Rapporto ARAN, stipendi in crescita ma il comparto sanità resta sotto pressione
di
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 20/05/2026
Il nuovo Rapporto Aran (Rapporto_Semestrale_2025_02)sulle retribuzioni dei dipendenti pubblici evidenzia come il 2025 abbia segnato una fase di accelerazione sul fronte degli stipendi della Pubblica amministrazione. Nel complesso, le retribuzioni contrattuali del pubblico impiego non dirigente sono cresciute del 2,7%, sostenute proprio dai rinnovi siglati nel corso dell’anno.
Anche la sanità rientra in questo quadro, sebbene il rapporto non entri nel dettaglio degli aumenti per medici, infermieri e personale tecnico-sanitario.
Il peso del rinnovo dopo anni difficili
La firma del contratto arriva in un momento delicato per il Servizio sanitario nazionale. Negli ultimi anni il settore ha dovuto affrontare carenze di organico, aumento dei carichi di lavoro e crescente difficoltà nel trattenere personale qualificato, soprattutto nei pronto soccorso e nelle aree di emergenza.
Il rinnovo del triennio 2022-2024 rappresenta quindi non solo un adeguamento salariale, ma anche un tentativo di rafforzare l’attrattività del sistema sanitario pubblico.
Secondo l’Aran, il 2025 è stato caratterizzato da una “notevole intensificazione dell’attività negoziale”, con un recupero dei ritardi accumulati nei mesi precedenti.
L’effetto dell’indennità di vacanza contrattuale
A incidere sugli stipendi del personale sanitario è stata anche la nuova Indennità di vacanza contrattuale (IVC) relativa al triennio 2025-2027.
Dal 1° aprile 2025 è stato infatti riconosciuto un incremento dello 0,6% sugli stipendi tabellari, salito all’1% dal luglio successivo.
Una misura pensata per compensare almeno in parte l’attesa dei nuovi rinnovi contrattuali e contenere l’erosione del potere d’acquisto.
Restano aperti i nodi strutturali
Nonostante gli aumenti, il rapporto Aran lascia emergere indirettamente un problema più ampio: il tema salariale nella sanità non può essere affrontato soltanto con i rinnovi periodici.
Il confronto con altri comparti della PA e con alcuni settori privati continua infatti a evidenziare criticità sul piano della competitività retributiva, soprattutto per le professioni sanitarie più esposte ai turni e alla pressione organizzativa.
A questo si aggiunge il tema della frammentazione territoriale. In molte aziende sanitarie il peso delle indennità accessorie, della produttività e delle risorse regionali produce differenze significative tra territori e strutture.
Il rinnovo 2025-2027 rappresenta quindi un passaggio importante. Sul tavolo restano le questioni del recupero del potere d’acquisto, del reclutamento del personale e della sostenibilità futura del sistema sanitario pubblico.