Auxilium Vitae, NurSind riapre lo stato di agitazione: ''Ora inevitabile l’esposto''
Carbocci (NurSind) denuncia un ulteriore peggioramento: altre due infermiere fuori dall’organico, nuovi pazienti ad alta complessità e turni OSS in difficoltà. Il sindacato torna in Prefettura e annuncia il ricorso alla Procura.
di Giuseppe Provinzano
"La tregua è finita. Le aperture emerse nell’ultimo confronto con Auxilium Vitae non avrebbero prodotto, secondo il NurSind Pisa, gli interventi attesi. Anzi, il quadro sarebbe ulteriormente peggiorato. Altre due infermiere hanno lasciato l’organico, il numero dei pazienti non è stato ridotto e sarebbero arrivati nuovi ricoverati ad alta complessità assistenziale. Per il sindacato guidato da Daniele Carbocci non ci sono più le condizioni per attendere: riparte lo stato di agitazione e si avvicina l’esposto alla Procura della Repubblica".
NurSind: "La situazione è peggiorata"
PISA, 26/08/2026 - La vertenza Auxilium Vitae torna a surriscaldarsi. Dopo l’incontro dell’8 agosto, quando il NurSind aveva lasciato all’azienda una settimana per adottare i primi provvedimenti, il sindacato traccia oggi un bilancio fortemente negativo.
Secondo il segretario territoriale NurSind Pisa, Daniele Carbocci, le proposte avanzate per cercare una mediazione non sarebbero state recepite.
"La situazione all’Auxilium Vitae non è migliorata, anzi, se possibile, è peggiorata, visto il licenziamento di altre due infermiere. Le proposte che avevamo avanzato per cercare una mediazione con l’azienda non sono state prese in considerazione".
Uno dei punti centrali riguardava la riduzione temporanea del numero degli assistiti, così da riequilibrare il rapporto tra infermieri e pazienti. Secondo il NurSind sarebbe accaduto il contrario, con nuovi ricoveri di pazienti ad alta complessità assistenziale.
Turni OSS e sicurezza, restano le criticità
Il sindacato segnala problemi anche sul fronte degli operatori sociosanitari. Il turno OSS notturno non sarebbe stato ripristinato e la programmazione di settembre, sostiene Carbocci, mostrerebbe ulteriori difficoltà organizzative, con turnazioni irregolari.
Resterebbe inoltre irrisolta la questione della formazione obbligatoria in materia di antincendio e sicurezza nei luoghi di lavoro.
"Nonostante le promesse, non sono stati programmati nemmeno i corsi obbligatori antincendio e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. È una situazione sulla quale chiediamo risposte immediate".
Il NurSind richiama anche l’attenzione sull’Auxilium Sport Lab, chiedendo chiarimenti sull’attività svolta dalla struttura a due anni dalla sua inaugurazione e sulle risorse economiche impiegate, che secondo il sindacato potrebbero essere valutate anche rispetto alle necessità delle strutture di ricovero.
Carbocci denuncia pressioni sui dirigenti sindacali
Nella nuova presa di posizione emerge anche un elemento particolarmente delicato. Il NurSind denuncia presunte pressioni nei confronti dei propri rappresentanti sindacali presenti nella struttura, che sarebbero iniziate dopo le prime segnalazioni pubbliche delle criticità.
"Da quando il NurSind ha iniziato a denunciare i problemi, i nostri dirigenti sindacali nella struttura hanno iniziato a subire pressioni da parte della dirigenza aziendale e sanitaria che riteniamo ai limiti del comportamento antisindacale".
Si tratta, allo stato, di una contestazione formulata dal sindacato, che Carbocci considera comunque un ulteriore segnale del deterioramento dei rapporti con l’azienda.
Il NurSind chiama in causa istituzioni e Regione
La critica del sindacato si estende anche alle istituzioni. Carbocci lamenta l’assenza di prese di posizione incisive da parte dei sindaci, delle aziende sanitarie coinvolte e degli altri soci.
Particolarmente duro il giudizio rivolto alla Regione Toscana.
"È assordante il silenzio della Regione e, in particolare, dell’assessore Monni su quale debba essere il futuro di una struttura della quale un’azienda del Servizio sanitario regionale è socia di maggioranza".
Per il NurSind, a questo punto, la fase dell’attesa può considerarsi conclusa.
Riparte lo stato di agitazione, poi l’esposto in Procura
Come raccontato nei precedenti approfondimenti di Infermieristicamente, lo stato di agitazione era stato sospeso alla fine di luglio dopo il tentativo di conciliazione in Prefettura. Successivamente, l’incontro dell’8 agosto aveva aperto uno spiraglio, con il sindacato disposto ad attendere i primi interventi dell’azienda.
Quello spiraglio, secondo il NurSind, si è ora chiuso.
"Il primo passo sarà comunicare alla Prefettura la ripresa dello stato di agitazione, che avevamo sospeso nella speranza che l’azienda adottasse misure a tutela dei professionisti e della qualità dell’assistenza".
Il secondo passaggio annunciato è ancora più significativo: un esposto alla Procura della Repubblica affinché vengano verificate le condizioni di lavoro e di sicurezza degli operatori e dei pazienti all’interno di Auxilium Vitae.
Carbocci chiarisce però quale sia l’obiettivo dell’iniziativa.
"Con l’esposto il NurSind non vuole certamente auspicare la chiusura della struttura. Vogliamo che siano ripristinate quelle condizioni minime di sicurezza che, a nostro parere e secondo il personale impegnato quotidianamente nell’assistenza, oggi non vengono rispettate".
La vertenza entra quindi in una nuova fase. Dopo settimane di tentativi di confronto, il NurSind torna alla mobilitazione e si prepara a trasferire la questione nelle sedi competenti, chiedendo che vengano accertate le condizioni all’interno della struttura e individuate soluzioni capaci di tutelare contemporaneamente lavoratori e pazienti.
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