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Lavorare di notte: collegamento profondo tra disturbi gastrointestinali e malattie metaboliche

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 29/01/2024 vai ai commenti

FormazioneProfessione e lavoro

Gentili lettori,

Siamo lieti di presentarvi "InfermiereNotturno", la vostra risorsa professionale nella sezione formazione, dedicata alla pratica infermieristica notturna. Questa rubrica, che sarà disponibile ogni lunedì, mercoledì e venerdì, fornirà approfondimenti specializzati su aspetti chiave della vostra professione.

 

Malattie gastrointestinali

Gli studi svelano le complesse interconnessioni tra orari sfalsati, microbioma intestinale e salute

Numerose ricerche epidemiologiche hanno evidenziato un legame significativo tra il lavoro a turni e una serie di patologie gastrointestinali, tra cui dispepsia, colon irritabile, pirosi gastrica, reflusso gastro-esofageo, ulcera peptica e persino il cancro. Queste associazioni sono strettamente collegate al ritmo circadiano dell'apparato gastroenterico, regolato da un orologio intrinseco indipendente dall'assunzione di cibo.

L'analisi di questo fenomeno ha rivelato che nei lavoratori notturni si verifica un aumento sia dei livelli di gastrina che di pepsinogeno, ormoni e enzimi chiave nella digestione. La desincronizzazione dei ritmi circadiani, causata dalle variazioni degli orari dei pasti in relazione alle esigenze lavorative, sembra giocare un ruolo cruciale nell'insorgere di tali disturbi gastrointestinali.

In particolare, è emerso che i clock genes presenti nell'apparato gastroenterico, responsabili della regolazione autonoma dei ritmi circadiani, vengono compromessi nei lavoratori turnisti a causa delle continue variazioni negli orari dei pasti. Ciò contribuisce all'aumento dei livelli di gastrina e pepsinogeno, favorendo così il rischio di ulcere peptiche.

Un ulteriore elemento di preoccupazione è la presenza elevata dell'Helicobacter pylori (HP) nello stomaco dei lavoratori notturni. Questo batterio è associato all'incremento dell'incidenza di ulcere peptiche, potenzialmente a causa di un indebolimento delle difese immunitarie locali, che sembrano essere meno efficaci in condizioni di lavoro notturno.

Un recente studio condotto in collaborazione tra Central Queensland University e University of Colorado Boulder ha approfondito la complessa relazione tra disturbi del sonno, malattie metaboliche e microbioma intestinale. La ricerca, pubblicata su Molecular Metabolism, ha sottolineato come il lavoro su turni sia associato a un aumento di malattie metaboliche, compreso il diabete di tipo 2 e l'obesità.

L'analisi ha dimostrato che il sonno disturbato e la disintegrazione del ritmo circadiano possono alterare il microbioma intestinale, soprattutto quando associati a coliti causate da alcol, diete ad alto contenuto di zuccheri e grassi. Queste interconnessioni evidenziano l'importanza di affrontare in modo completo e integrato i problemi di salute derivanti dal lavoro a turni, tenendo conto dei molteplici fattori coinvolti nella salute gastrointestinale e metabolica.

 

 

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