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Aggressione a un’infermiera al Sant’Elia di Caltanissetta: ancora violenza in corsia

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 11/01/2026

NurSind dal territorioSicilia

Colpita durante il turno in Pneumologia per aver fatto rispettare le regole. Il NurSind: “Non lasceremo sola la collega”

Caltanissetta, 11/01/2026. Ancora una volta un reparto ospedaliero si trasforma in un luogo di paura anziché di cura. Ancora una volta a farne le spese è un’infermiera, colpita mentre svolge il proprio lavoro nel rispetto delle regole. L’ennesimo episodio di violenza ai danni del personale sanitario si è verificato nei giorni scorsi all’interno del reparto di Pneumologia dell’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, riaccendendo con forza il dibattito sulla sicurezza nelle strutture sanitarie e sulla tutela di chi opera quotidianamente in prima linea.

La vittima è una giovane infermiera di 29 anni che, al termine dell’orario di visita, ha invitato una parente di un paziente a lasciare il reparto, come previsto dal regolamento interno. Una richiesta legittima, formulata nell’esercizio delle proprie funzioni, che ha però scatenato una reazione violenta e del tutto ingiustificata. La donna, dopo aver rivolto pesanti insulti all’operatrice sanitaria, si è scagliata contro di lei afferrandole i capelli e graffiandole il volto. Solo l’immediato intervento dei colleghi presenti in turno ha evitato conseguenze più gravi.

L’infermiera, visibilmente provata, ha riportato un forte choc emotivo. Nonostante quanto accaduto, è già rientrata in servizio, dimostrando grande senso di responsabilità, professionalità e attaccamento al proprio lavoro, qualità che da sole non possono però continuare a compensare la mancanza di adeguate tutele.

Il commento del segretario territoriale del NurSind di Caltanissetta, Giuseppe Provinzano, che esprime una posizione netta e senza ambiguità:

"Condanniamo con fermezza l’ennesimo episodio di violenza ai danni di un’infermiera che stava semplicemente facendo il proprio dovere. Come NurSind di Caltanissetta non lasceremo sola la collega e la tuteleremo in tutte le sedi opportune. Ringraziamo la Direzione di Presidio per l'immediata disponibilità dimostrata nei confronti della collega infermiera aggredita, ma riteniamo necessario un passo ulteriore: chiediamo che l’Azienda si costituisca parte civile, affinché venga lanciato un segnale chiaro di tutela e rispetto verso chi lavora ogni giorno in corsia".

Parole che vanno oltre la solidarietà formale e che richiamano la necessità di azioni concrete e assunzione di responsabilità istituzionale. Le aggressioni al personale sanitario non sono più episodi sporadici, ma eventi ricorrenti che espongono infermieri e operatori a rischi fisici e psicologici sempre più gravi.

Il NurSind ribadisce che la violenza non può diventare una variabile accettabile del lavoro sanitario. Far rispettare le regole non può trasformarsi in una colpa e chi indossa una divisa non può essere lasciato solo a fronteggiare tensioni, rabbia e frustrazioni che nulla hanno a che vedere con l’assistenza.

Proteggere gli infermieri significa proteggere il sistema sanitario pubblico. Ignorare questi segnali significa, invece, legittimare una deriva pericolosa che mette a rischio non solo chi cura, ma anche la qualità stessa dell’assistenza ai cittadini.