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Pronto soccorso trasformato in degenza: il NurSind lancia l’allarme

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 28/01/2026

MarcheNurSind dal territorio

A Torrette il pronto soccorso diventa una degenza forzata: pazienti esasperati, infermieri sotto attacco

"Il pronto soccorso è il primo termometro della sanità pubblica. Quando va in sofferenza, il segnale è chiaro e non può essere ignorato. A Torrette, uno dei principali presìdi sanitari delle Marche, l’emergenza non è più un’eccezione ma una condizione quotidiana, fatta di barelle nei corridoi, attese che si allungano e tensioni crescenti.

In questo contesto, a reggere l’impatto di carenze strutturali mai risolte sono soprattutto gli infermieri, chiamati a garantire assistenza e sicurezza in condizioni sempre più complesse. È da qui che prende forma l’intervento del NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, che riporta l’attenzione su una realtà che non può essere normalizzata".

Ancona 28/01/2026. Il NurSind denuncia una situazione ormai al limite all’interno del pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Torrette, presidio di riferimento per un ampio bacino di utenza regionale oggi messo in ginocchio da una cronica carenza di posti letto e da organici insufficienti. Una criticità strutturale che sta trasformando l’area dell’emergenza in una vera e propria degenza impropria.

Nei corridoi del pronto soccorso, numerosi pazienti sono costretti a restare sulle barelle in attesa di essere visitati o trasferiti nei reparti per il ricovero. Un’attesa che spesso si prolunga per ore, se non per intere giornate, non per inefficienze del personale sanitario, ma perché i reparti ospedalieri risultano saturi, bloccando il flusso in uscita dall’emergenza.

«Siamo di fronte a una situazione che esaspera pazienti e familiari e che negli ultimi giorni ha fatto registrare episodi di forte tensione»
denuncia Matteo Rignanese, segretario territoriale NurSind di Ancona.

Secondo il NurSind, a pagare il prezzo più alto di questo scenario sono gli infermieri, già provati da turni estenuanti e carichi di lavoro sempre più pesanti, che si ritrovano a gestire anche la frustrazione di cittadini stanchi dell’attesa.

«Gli infermieri, già provati da turni estenuanti e organici ridotti, sono diventati il bersaglio di insulti e proteste. In alcuni casi, familiari stanchi dell’attesa hanno deciso di portare via i propri congiunti dal pronto soccorso, inveendo contro il personale sanitario prima di lasciare la struttura»
evidenzia il NurSind, richiamando l’attenzione su un tema di sicurezza non più rinviabile.

Il sindacato infermieristico ribadisce con forza che le lunghe attese non dipendono dal lavoro degli operatori, ma dal sistema di triage, che assegna priorità ai casi più gravi. Tuttavia, questo meccanismo viene rallentato dall’impossibilità di trasferire i pazienti nei reparti per mancanza di posti letto disponibili.

«Il triage funziona, ma la difficoltà a ricoverare i pazienti blocca il flusso e trasforma il pronto soccorso in un’area di degenza improvvisata»
sottolinea ancora Rignanese, indicando una criticità ormai strutturale.

Per il NurSind la posizione è chiara: il pronto soccorso non può continuare a essere utilizzato come un reparto di degenza. Servono interventi immediati e strutturali, a partire dall’aumento dei posti letto, dal potenziamento degli organici e da maggiori tutele per il personale sanitario, sempre più esposto a pressioni e tensioni.

«Gli infermieri lavorano quotidianamente sotto una pressione enorme, gestendo non solo l’emergenza clinica ma anche la tensione sociale, spesso senza adeguate misure di sicurezza»
conclude il NurSind, chiedendo risposte concrete e non più rinviabili.

Quella che arriva da Torrette non è una realtà isolata, ma l’ennesimo segnale di una sanità pubblica che rischia di implodere se non si interviene sulle sue fondamenta. Difendere gli infermieri significa difendere il diritto alla cura dei cittadini. E il NurSind continua a ribadirlo con forza, anche quando farlo significa rompere il silenzio.