Pubblicate le nuove Linee Guida ISS per la gestione dell'arresto cardiaco. Cosa cambia
L'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato le nuove Linee Guida nazionali per la gestione dell'arresto cardiaco in ambito extra e intraospedaliero, rappresentando un traguardo fondamentale per l'uniformazione delle pratiche di rianimazione su tutto il territorio italiano.
Un Lavoro Rigoroso e Multidisciplinare
Dopo un anno e mezzo di intenso lavoro condotto secondo il Manuale metodologico del Sistema Nazionale Linee Guida, la nuova pubblicazione affronta in modo organico i principali snodi della rianimazione moderna. Il documento è stato sviluppato dall'Italian Resuscitation Council (IRC) come capofila, in collaborazione con oltre 40 società scientifiche, associazioni e stakeholder del settore sanitario.
Il Contesto Epidemiologico Italiano
L'arresto cardiaco rappresenta una delle principali emergenze tempo-dipendenti in ambito sanitario, caratterizzato dall'interruzione improvvisa della circolazione efficace e del trasporto di ossigeno ai tessuti, con esito fatale in pochi minuti in caso di mancato trattamento tempestivo.
I dati epidemiologici italiani evidenziano criticità significative:
- Incidenza media di 86 casi soccorsi dai servizi di emergenza per 100.000 abitanti all'anno
- La rianimazione cardiopolmonare da parte degli astanti avviene solo nel 26% dei casi, con un uso del defibrillatore del 3,2%
- Sopravvivenza complessiva al 9% e sopravvivenza con buon esito neurologico al 5%
Le Sei Aree Tematiche delle Linee Guida
Il documento affronta in modo integrato le principali aree tematiche rilevanti per la gestione dell'arresto cardiaco, costituendo l'architettura complessiva della Linea Guida e rappresentando l'intero spettro di competenze e processi necessari:
- Supporto di Base delle Funzioni Vitali (BLS) - la prima area tematica ora pubblicata
- Supporto Avanzato delle Funzioni Vitali (ALS)
- Supporto Vitale in Età Pediatrica e Neonatale (PLS/NLS)
- Modelli Organizzativi-Gestionali per la risposta integrata
- Etica Clinica nella gestione dell'arresto cardiaco
- "Sistemi che Salvano Vite".
Gli Obiettivi Principali
Le linee guida mirano a sviluppare raccomandazioni evidence-based sulla gestione dell'arresto cardiaco, supportare il miglioramento degli esiti clinici, favorire l'armonizzazione delle pratiche riducendo la variabilità territoriale, e promuovere il coinvolgimento attivo di cittadini, soccorritori laici e professionisti sanitari.
La Metodologia: GRADE-Adolopment
Le linee guida sono state sviluppate attraverso un processo di GRADE-Adolopment (assumendo come principale riferimento le Linee Guida dell'European Resuscitation Council) che garantisce la massima trasparenza e rigore scientifico nella valutazione delle evidenze disponibili, permettendo di adattare le raccomandazioni internazionali al contesto italiano.
Le Principali Novità nel Basic Life Support
Il primo documento pubblicato si concentra sul BLS e include 43 Good Practice Statements (GPS) che forniscono indicazioni operative precise per:
- Riconoscimento dell'Arresto Cardiaco. È indicato considerare l'assenza di coscienza associata all'assenza di respirazione normale o alla presenza di respiro lento, faticoso o ansimante come probabile segno di arresto cardiaco.
- Allertamento dei Soccorsi. Si raccomanda l'uso del vivavoce o degli auricolari per liberare le mani durante la chiamata al numero di emergenza sanitaria, consentendo di iniziare immediatamente le manovre salvavita.
- Rianimazione Cardiopolmonare. È opportuno iniziare le compressioni toraciche il prima possibile in qualsiasi persona che non risponda e che presenti assenza di respiro oppure respirazione lenta, faticosa o inefficace.
- Supporto Telefonico. Le centrali operative dovrebbero fornire istruzioni di RCP tramite procedure standardizzate, adattando le indicazioni in base alle capacità dell'astante e alle risorse disponibili sul luogo dell'evento.
- La Catena della Sopravvivenza Evoluta. Le nuove linee guida internazionali hanno aggiornato la Catena della Sopravvivenza introducendo un nuovo anello dedicato alla "Sopravvivenza e recupero", valorizzando l'intero percorso del paziente anche dopo la fase acuta. Questo rappresenta un cambio di paradigma: l'obiettivo non è più solo la sopravvivenza, ma un ritorno a una vita di qualità.
- L'Importanza del Quadro Normativo. La Legge 8 marzo 2017, n. 24 sulla responsabilità professionale ha affidato un ruolo fondamentale alle linee guida, dando all'ISS il ruolo di garante metodologico e di governance nazionale del processo di produzione di linee guida di buona qualità. Gli esercenti le professioni sanitarie devono attenersi alle raccomandazioni previste dalle linee guida pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida.
- Le Sfide dell'Implementazione In Italia, la gestione dell'arresto cardiaco presenta una significativa eterogeneità, con variegate distribuzioni territoriali, differenze nell'uso del 112/118, nella formazione degli operatori, nelle istruzioni pre-arrivo e nei protocolli di impiego del DAE.
L'obiettivo è favorire la concreta implementazione delle raccomandazioni nei contesti assistenziali, con discussioni focalizzate su criticità, opportunità e modelli organizzativi necessari per tradurre le raccomandazioni nella pratica clinica quotidiana.
Qualità e Formazione al Centro
Un aspetto fondamentale delle nuove linee guida è l'enfasi sulla qualità delle manovre piuttosto che sulla mera aderenza meccanica alle procedure. La formazione diventa cruciale: ogni decesso per arresto cardiaco ci ricorda cosa si debba fare - valutare segni e sintomi dell'arresto, chiamare il 112, iniziare le compressioni toraciche e applicare il defibrillatore. Competenze che, come evidenziato, possono essere apprese in mezza giornata di formazione.
Prospettive Future
Le linee guida pubblicate costituiscono solo la prima fase di un percorso più ampio. Seguiranno i documenti relativi alle altre cinque aree tematiche, completando così il quadro di riferimento nazionale per la gestione dell'arresto cardiaco.
Queste Linee Guida rappresentano un passaggio rilevante per il nostro Paese, perché consolida il legame tra evidenza scientifica, metodo e sistema, con un obiettivo chiaro: migliorare la sopravvivenza e gli esiti delle persone colpite da arresto cardiaco.
di