Sarzana, reparto chirurgico al collasso: NurSind denuncia cure e lavoro a rischi
La multispecialistica diventa area di appoggio permanente: carichi insostenibili e sicurezza compromessa
"Quando un’emergenza smette di essere temporanea e diventa sistema, il rischio non è solo organizzativo, ma clinico e professionale. È in questi contesti che la voce di chi lavora ogni giorno nei reparti diventa essenziale per difendere la sanità pubblica e il diritto dei cittadini a cure sicure".
La Spezia, 10/02/2026. A distanza di settimane dalle prime denunce pubbliche, la situazione della multispecialistica chirurgica dell’ospedale di Sarzana non è migliorata. Al contrario, continua a evidenziare criticità sempre più gravi, trasformandosi di fatto in una soluzione tampone permanente per la gestione di un’emergenza che ha ormai assunto carattere strutturale.
Un reparto nato per l’area chirurgica viene utilizzato stabilmente anche per accogliere pazienti di area medica, senza che siano stati introdotti correttivi concreti, efficaci e risolutivi sul piano organizzativo e degli organici. Una commistione che genera sovraccarichi assistenziali insostenibili e mette seriamente in discussione la sicurezza delle cure.
Le segnalazioni provenienti dal personale sanitario descrivono una situazione fuori controllo. In un arco temporale estremamente ristretto, tra il pomeriggio dell’8 febbraio e la mattina del 9, il reparto ha registrato un numero rilevante di ricoveri di area medica provenienti dal pronto soccorso, aggravando ulteriormente una condizione già critica rispetto alle risorse effettivamente disponibili.
"Un’unità operativa con organici insufficienti non può garantire condizioni di sicurezza quando viene utilizzata stabilmente come area di appoggio per emergenze che sono diventate strutturali", evidenzia Assunta Chiocca, segretario territoriale NurSind La Spezia, sottolineando come la quantità di pazienti abbia superato la reale capacità di risposta del sistema.
Numeri di questa portata non possono essere gestiti in sicurezza da un reparto privo di un adeguato potenziamento strutturale e di personale. Il rischio concreto è quello di operare in un contesto di pressione estrema, nel quale il carico assistenziale supera di gran lunga le possibilità organizzative, aumentando il rischio clinico.
"Non è allarmismo, ma una constatazione che emerge dalle segnalazioni interne: la sicurezza delle cure viene compromessa quando un reparto è chiamato a svolgere funzioni per le quali non è strutturato", sottolinea Assunta Chiocca, richiamando l’attenzione anche sul rischio di errori legati a carichi di lavoro non sostenibili.
In queste condizioni, il problema non riguarda soltanto il personale sanitario, ormai allo stremo, ma anche i pazienti, esposti a percorsi assistenziali frammentati, a valutazioni cliniche condizionate da contesti caotici e a una riduzione complessiva della qualità dell’assistenza.
Continuare a ignorare criticità che non sono più episodiche ma chiaramente sistemiche significa disinteressarsi del benessere degli operatori e della tutela della salute dei cittadini. Non bastano rassicurazioni né proroghe di soluzioni sperimentali che hanno già dimostrato tutti i loro limiti, come l’apertura di unità di crisi per ampliare i posti letto senza una reale riorganizzazione.
"È necessario un intervento immediato, serio e strutturale, che affronti le responsabilità organizzative alla radice e ristabilisca condizioni di lavoro compatibili con la sicurezza delle cure e con gli standard assistenziali che un ospedale pubblico deve garantire", conclude Assunta Chiocca, segretario territoriale NurSind La Spezia.
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