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Un solo infermiere per Fermo dal concorso regionale: il NurSind parla di scelta miope

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 22/02/2026

MarcheNurSind dal territorio

Dalle 32 assunzioni previste nelle Marche, alla provincia fermana arriva una risposta giudicata insufficiente

"Ricordare non basta. Celebrare senza programmare è un esercizio vuoto. A distanza di anni dalla pandemia, la sanità italiana continua a misurarsi con una contraddizione sempre più evidente: l’enfasi pubblica sul valore dei professionisti sanitari non trova riscontro nelle scelte concrete di reclutamento e valorizzazione. È in questo scarto che si inserisce la denuncia del NurSind di Fermo, che torna a puntare il dito su una distribuzione delle risorse giudicata distante dai bisogni reali dei territori".


Fermo, 22/02/2026. Il 20 febbraio si è celebrata la Giornata nazionale del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato, istituita per onorare l’impegno di chi ha affrontato in prima linea l’emergenza Covid-19. Una ricorrenza dal forte valore simbolico che, però, rischia di restare tale se non accompagnata da scelte strutturali e coraggiose. È da questa consapevolezza che nasce la presa di posizione del NurSind, che nelle Marche denuncia l’ennesima occasione mancata sul fronte delle assunzioni infermieristiche.

Dal recente concorso regionale, che prevede complessivamente 32 nuove assunzioni di infermieri, alla provincia di Fermo ne è stato destinato uno soltanto. Un numero che il sindacato delle professioni infermieristiche giudica apertamente inadeguato, soprattutto se rapportato alle criticità già presenti sul territorio e all’aumento costante della domanda assistenziale legata all’invecchiamento della popolazione.

"A distanza di pochi anni dalla pandemia sembra che la memoria collettiva si sia affievolita. Le celebrazioni rischiano di restare simboliche se non sono accompagnate da investimenti concreti, stabilizzazioni e una programmazione seria del fabbisogno", denuncia Gianluca De Paolis, segretario territoriale NurSind Fermo.

La situazione dell’AST di Fermo viene definita emblematica di un sistema che fatica a trattenere le proprie competenze. Il NurSind porta all’attenzione un caso simbolo: quello di un infermiere che, subito dopo la laurea, aveva scelto di lavorare all’estero, in Germania, attratto da condizioni contrattuali e prospettive professionali più solide. Dopo la pandemia, spinto dal desiderio di rientrare e grazie a un avviso pubblico regionale, aveva deciso di tornare nelle Marche, reinvestendo energie e professionalità nel servizio sanitario locale.

"Alla scadenza del contratto, però, l’AST non ha rinnovato il tempo determinato a causa di vincoli normativi nazionali che finiscono per danneggiare sia il lavoratore sia il sistema", sottolinea De Paolis. "Quel professionista ha scelto di riqualificarsi e cambiare mestiere. Una sconfitta per tutti".

Secondo il NurSind, questo episodio fotografa con chiarezza un problema strutturale: l’assenza di una visione capace di trasformare il rientro dei professionisti in una reale opportunità di rafforzamento del servizio sanitario pubblico. In questo contesto, assegnare un solo infermiere alla provincia di Fermo viene definito "non coerente con i bisogni reali del territorio".

A rendere ancora più evidente la sproporzione contribuisce il confronto con i dati nazionali: numeri che mostrano come la distribuzione del personale non sempre segua criteri di equità assistenziale e di reale fabbisogno, penalizzando alcune aree già fragili.

"Celebrare il personale sanitario significa investire su di esso. Investire significa assumere. Assumere significa programmare con visione e responsabilità", conclude il segretario territoriale del NurSind. "Perché se perdiamo i professionisti, perdiamo il sistema".

Un messaggio netto, che va oltre il singolo concorso e chiama in causa le politiche sanitarie regionali e nazionali. Per il NurSind, il tempo delle dichiarazioni è finito: senza scelte strutturali, la sanità rischia di restare priva delle sue risorse più preziose.