Friuli Venezia Giulia: 3.300 euro all’anno agli studenti di infermieristica alle superiori
La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia punta sull’Infermieristica come professione strategica per il futuro del servizio sanitario e lancia un’iniziativa mirata a intercettare i giovani già nelle scuole superiori.
Uno stanziamento di oltre 3 milioni di euro
Per il triennio 2025‑2027 la Regione ha stanziato oltre 3 milioni di euro per borse di studio e incentivi mirati agli studenti iscritti ai corsi di Laurea in Infermieristica delle università di Udine e Trieste.
La misura più visibile è l’assegno di studio annuale di 3.300 euro lordi per ciascun anno di corso, condizionato al merito e all’impegno a lavorare nel Sistema sanitario regionale dopo la laurea.
“Intercettare” i ragazzi alle scuole superiori
Un pilastro del piano è la campagna di orientamento rivolta alle studentesse e agli studenti delle scuole superiori, che verrà condotta attraverso incontri, materiali informativi e testimonianze di infermieri in servizio.
L’obiettivo è spiegare chiaramente il percorso universitario, le prospettive di carriera e l’ammontare dell’incentivo, rendendo l’Infermieristica una scelta consapevole e “più sicura” dal punto di vista economico e professionale.
Dichiarazioni dell’assessore Riccardi
L’Assessore regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, alla presentazione dell’iniziativa a Udine ha sottolineato:” la professione infermieristica è oggi quella che più soffre la carenza di personale e la diminuzione dei giovani interessati a intraprenderla. Per questo la Regione ha deciso di investire oltre tre milioni di euro nel triennio 2025‑27, costruendo un’alleanza strutturale con le Università di Udine e Trieste e con il sistema professionale degli infermieri”.
Riccardi ha inoltre precisato: “accanto alle borse di studio, abbiamo introdotto un assegno di studio di 3.300 euro lordi all’anno per gli studenti iscritti ai corsi di Infermieristica, legato al merito e all’impegno a lavorare nel sistema sanitario regionale”.
Le reazioni
Nei comunicati e nelle note di contesto, le strutture formative di Udine e Trieste hanno accolto con favore la misura, sottolineando come il legame tra incentivo, merito e continuità di studi possa rafforzare la qualità della formazione e la retention degli studenti.
Le associazioni di categoria degli infermieri regionali avrebbero accolto l’iniziativa come un segnale politico forte, sottolineando che la misura rappresenta un riconoscimento importante verso una professione in sofferenza e che svolge un ruolo centrale nella cura e nella presa in carico della persona.
Regole operative e vincoli di lavoro
Per accedere al benefit, lo studente deve conseguire almeno il 50% dei crediti entro il 30 settembre di ogni anno accademico; il mancato rispetto di questo requisito comporta la perdita dell’assegno per l’anno in corso.
Dopo la laurea, chi viene assunto a tempo indeterminato nel sistema sanitario regionale deve restare in servizio per almeno cinque anni; in caso di contratto a termine, l’impegno resta vincolato alla durata del contratto.
Un modello per il futuro
L’esperimento del Friuli Venezia Giulia è visto come un modello di politica attiva per il personale sanitario, che combina investimento economico, orientamento precoce e vincolo di lavoro territoriale.
Se i risultati sulle iscrizioni e sulla ritenzione si dimostreranno positivi, la misura potrebbe fungere da esempio per altre regioni italiane alle prese con la carenza cronica di infermieri.
Attivare politiche attrattive già nella scuola è certamente utile e vantaggioso ma non si possono dimenticare le emorragie di personale dal servizio pubblico verso il privato o l’estero che non hanno ancora visto nessuno mettere in campo misure di contenimento ed incentivazione ben più poderose; nemmeno la prossima tornata contrattuale avrà questa forza perché la dotazione economica per il rinnovo è già stabilità e non è giudicata sufficiente a questo scopo. Le regioni potranno però fare la loro parte dimostrando che la loro politica può contribuire a mitigare un fenomeno le cui ripercussioni sono viste da tutti come catastrofiche
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