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Caserta, avviate le ricollocazioni degli infermieri: NurSind chiede criteri e tutele

La Redazionedi
La Redazione
Pubblicato il: 06/11/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Dopo le prime ricollocazioni, il sindacato chiede di conoscere criteri, destinazioni e tutele per il personale. Presente al tavolo del 4 novembre, NurSind ha formalizzato la propria posizione in una nota autonoma.


di Giuseppe Provinzano

"Quante ore di assistenza può recuperare un’azienda sanitaria verificando come impiega gli infermieri già in servizio? È la domanda che NurSind ha posto prima a Caserta, a partire dal caso dei CUP, e poi a livello regionale con l’Operazione 500mila ore. Ora che all’ASL Caserta sono partite le prime ricollocazioni, la domanda diventa concreta. Quanti professionisti sono stati ricollocati e quali servizi potranno contare sul loro contributo"?


NurSind, infermieri da riportare all’assistenza: chiesti dati e tempi all’ASL

CASERTA, 06/11/2026. NurSind Caserta valuta positivamente le prime disposizioni di servizio per riportare all’assistenza il personale sanitario impiegato in attività estranee al proprio profilo. Con una nota autonoma del 5 novembre, firmata dal segretario provinciale Antonio Eliseo, il sindacato chiede alla Direzione strategica dell’ASL di chiarire a che punto sia la ricognizione e come intenda proseguirla negli ospedali, nei distretti e nelle altre strutture aziendali.

NurSind ha partecipato all’incontro del 4 novembre con il direttore sanitario aziendale Domenico Perri. La sigla è citata nel resoconto della riunione e non ha sottoscritto il comunicato, firmato dalle segreterie provinciali di FP CGIL, CISL FP, UIL FP, FIALS e Nursing Up. Secondo il resoconto delle cinque sigle, Perri ha riferito che le verifiche erano ancora in corso.

Dal caso dei CUP all’Operazione 500mila ore

A Caserta NurSind aveva sollevato la questione già a settembre, chiedendo di verificare quanta capacità assistenziale fosse assorbita dall’impiego stabile degli infermieri in attività prevalentemente amministrative nei CUP. Il 25 ottobre, Infermieristicamente.it aveva dato conto dell’avvio della ricognizione aziendale sulle mansioni amministrative affidate al personale sanitario. La nota del 5 novembre sposta ora l’attenzione sugli esiti di quella verifica e sulle prime destinazioni del personale. ASL Caserta, stretta sugli infermieri negli uffici.

Su scala regionale, il 5 ottobre NurSind Campania aveva presentato l’Operazione 500mila ore, una proposta per rilevare dove e con quali mansioni lavorano gli infermieri del servizio sanitario regionale. Lo scenario centrale stimava 525mila ore annue di assistenza potenzialmente recuperabili, pari a circa 350 unità equivalenti a tempo pieno, da destinare soprattutto ai servizi territoriali e domiciliari. È una stima regionale da verificare attraverso la ricognizione. Dove lavorano gli infermieri della Campania? L’Operazione 500mila ore.

NurSind chiede numeri, destinazioni e tutele

La posizione di NurSind Caserta. Le prime ricollocazioni sono un passo positivo. L’ASL indichi quante posizioni ha esaminato per presidio, distretto e struttura, quante ricollocazioni ha disposto e verso quali servizi, attraverso dati aggregati. Servono tempi per completare la ricognizione, criteri verificabili e tutele per le situazioni individuali.

Il sindacato chiede anche di conoscere i criteri per le eventuali deroghe e le modalità del confronto con le organizzazioni sindacali. Le attività effettivamente svolte, le competenze richieste dal servizio e le condizioni individuali dei lavoratori sono elementi che incidono sulla possibilità di ricollocare il personale.

Le segnalazioni sulle libertà sindacali

Nella stessa nota, NurSind riferisce di aver ricevuto segnalazioni di presunte pressioni e condotte discriminatorie nei confronti di propri iscritti. Il sindacato chiede alla Direzione generale di accertare le circostanze.

La richiesta di NurSind Caserta. La Direzione generale verifichi le situazioni segnalate e, se ne ricorrono i presupposti, adotti le misure necessarie a tutelare i lavoratori e la libertà sindacale.

Il prossimo passaggio è il riscontro formale dell’ASL. Dai dati per struttura e dalle destinazioni effettive del personale si potrà capire quali servizi hanno già ricevuto risorse, dove la ricognizione deve ancora proseguire e come l’azienda intende accompagnare il rientro dei professionisti nelle attività assistenziali.