Nuovo ospedale di Ivrea, NurSind alza la voce: Serve un tavolo permanente
Il sindacato degli infermieri chiede confronto vero su progettazione, servizi e welfare: “Niente scelte calate dall’alto”
"C’è un momento preciso in cui i grandi progetti sanitari smettono di essere solo rendering e capitolati e diventano una questione di democrazia, lavoro e diritti. Quel momento è adesso. Sul nuovo ospedale di Ivrea, il NurSind rompe il silenzio e chiede che il futuro non venga deciso nelle stanze chiuse, ma costruito con chi la sanità la vive ogni giorno, nei reparti e accanto ai pazienti.
Un appello netto, politico nel senso più alto del termine, che chiama in causa istituzioni, amministrazioni locali e comunità. Perché un ospedale non è solo un edificio: è un presidio di civiltà".
Ivrea, 10/02/2026. Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, ha formalmente chiesto l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sulla costruzione del nuovo ospedale di Ivrea, che sorgerà nell’area ex Montefibre. La richiesta è contenuta in una lettera inviata al Direttore generale dell’ASL TO4, Luigi Vercellino, e per conoscenza alla Conferenza dei Sindaci.
A firmare la nota sono Giuseppe Summa, segretario territoriale NurSind Torino, e Antonio De Feo, dirigente sindacale NurSind, che da anni seguono l’evoluzione del progetto e rivendicano con forza il diritto dei lavoratori e dei cittadini a essere parte attiva delle scelte.
Il sindacato ricorda come già durante la pandemia, quando Vercellino ricopriva il ruolo di Commissario dell’ASL TO4, fosse emersa con chiarezza l’importanza del coinvolgimento delle parti sociali nella programmazione sanitaria. Un principio che oggi, secondo il NurSind, non può restare una dichiarazione di intenti, ma deve tradursi in un confronto strutturato, continuo e trasparente.
Il punto centrale è chiaro: aprire un tavolo ora non è prematuro, è indispensabile. Farlo dopo significherebbe limitarsi a ratificare decisioni già prese, perdendo l’occasione di prevenire criticità e migliorare davvero la qualità del progetto.
“Chiediamo un tavolo permanente perché il nuovo ospedale non può essere pensato solo sulla carta. Deve essere costruito con chi lo vivrà ogni giorno, lavoratori e cittadini”, sottolineano Giuseppe Summa e Antonio De Feo.
Nel merito, il NurSind pone l’attenzione su nodi tutt’altro che secondari, che incidono direttamente sulla sicurezza, sull’organizzazione del lavoro e sulla qualità delle cure. La progettazione degli spazi per il personale, dagli spogliatoi alla mensa, la disponibilità di parcheggi per dipendenti e utenti, la viabilità e il collegamento funzionale con il poliambulatorio sono elementi che fanno la differenza tra un ospedale efficiente e uno destinato a creare disagi quotidiani.
Non meno rilevanti sono gli aspetti legati alla sicurezza dei percorsi, con una corretta separazione tra pulito e sporco, la presenza di ascensori dedicati e soluzioni organizzative capaci di ridurre i rischi e migliorare i flussi assistenziali.
Accanto a questo, il sindacato chiede chiarezza sui servizi che saranno attivati nella nuova struttura e apre con decisione il tema del welfare aziendale, sempre più centrale per attrarre e trattenere professionisti sanitari. Asili nido, servizi di supporto alla famiglia e progetti di umanizzazione delle cure non sono optional, ma indicatori di una sanità moderna e sostenibile.
“Siamo pronti a lavorare insieme a tutti gli attori coinvolti. Il nostro obiettivo è uno solo: un ospedale che risponda davvero alle esigenze dei professionisti sanitari e dei pazienti”, ribadiscono con forza i rappresentanti del NurSind.
Il messaggio che arriva da Ivrea è chiaro e va oltre i confini territoriali. Senza partecipazione non c’è buona sanità. E senza il contributo di chi lavora ogni giorno nei reparti, anche il progetto più ambizioso rischia di restare incompiuto.
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