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DDL professioni sanitarie: incompatibilità, retention e nuove regole per infermieri

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 06/05/2026

AttualitàGovernoParlamento

 

La riforma delle professioni sanitarie approda in Commissione Affari sociali della Camera con un pacchetto di emendamenti che punta a intervenire su uno dei nodi più critici del Servizio sanitario nazionale: la carenza di personale infermieristico e la difficoltà di trattenere i professionisti nel sistema pubblico.

Tra le misure più rilevanti per il comparto infermieristico spicca il superamento del vincolo di incompatibilità per il personale non dirigenziale. L’emendamento 3.38 prevede infatti la possibilità, per infermieri, ostetriche e professionisti delle aree tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, di svolgere ulteriori attività professionali al di fuori dell’orario di servizio. La proposta segue la linea già prevista per i medici e punta a favorire una maggiore integrazione tra pubblico e privato accreditato, senza compromettere sicurezza delle cure e obblighi di servizio.

Sul fronte della permanenza nel Ssn, l’emendamento 3.42 introduce piani strutturali di retention dedicati in particolare alla professione infermieristica. L’obiettivo è contrastare dimissioni e fuga verso il privato o l’estero attraverso interventi su benessere organizzativo, carichi di lavoro sostenibili, conciliazione vita-lavoro e possibilità di crescita professionale sia clinica sia gestionale.

Lo stesso emendamento affronta anche il tema del reclutamento internazionale del personale sanitario. La proposta supera la logica emergenziale adottata negli ultimi anni e introduce regole più stringenti: rispetto del Codice di condotta dell’Organizzazione mondiale della sanità, verifica delle competenze linguistiche, validazione delle competenze cliniche, iscrizione agli Ordini professionali e obbligo di formazione continua.

Un altro intervento strategico riguarda il tetto di spesa per il personale sanitario. Con l’emendamento 3.63 si propone una revisione dei limiti di spesa per le aziende del Ssn, nel tentativo di rispondere alla cronica carenza di organici e garantire i livelli essenziali di assistenza, soprattutto nei servizi territoriali e ospedalieri più in sofferenza.

Sul piano economico, l’emendamento 3.62 punta invece a riordinare il sistema delle indennità riconosciute al personale sanitario impegnato in particolari ambiti assistenziali o condizioni di lavoro complesse. Prevista anche una revisione delle agevolazioni fiscali applicate al lavoro straordinario.

Novità anche sul fronte dell’emergenza-urgenza. Gli emendamenti 3.97 e 3.98 prevedono una riorganizzazione dipartimentale territoriale del sistema 118 con una maggiore integrazione tra rete ospedaliera e assistenza territoriale. Il testo richiama esplicitamente la valorizzazione delle professioni sanitarie coinvolte, con attenzione alla stabilità del personale, alla sicurezza degli operatori e al riconoscimento delle competenze.

Nel pacchetto compare inoltre l’emendamento 3.99, che apre alla possibilità per gli enti del Servizio sanitario nazionale di reclutare direttamente personale infermieristico tramite contratti di collaborazione libero-professionale. Una misura destinata ad alimentare il confronto tra chi la considera uno strumento per fronteggiare l’emergenza personale e chi teme un’ulteriore precarizzazione del lavoro infermieristico.

Tra le proposte trova spazio anche il tema della formazione specialistica. L’emendamento 5.40 prevede infatti percorsi dedicati alla professione infermieristica per formare professionisti specialisti capaci di rispondere ai bisogni di salute legati all’invecchiamento della popolazione e alla crescente complessità assistenziale.

Infine, il testo interviene anche sull’organizzazione del lavoro nelle strutture private accreditate. L’emendamento 3.117 propone criteri uniformi per inquadramento professionale, tutele sindacali e trattamento economico del personale sanitario, con l’obiettivo dichiarato di contrastare fenomeni di dumping contrattuale e garantire standard omogenei nell’erogazione dei servizi.