Caserta, prestazioni aggiuntive nel caos: NurSind chiede trasparenza
La segreteria territoriale NurSind denuncia gestione arbitraria e assenza di regole: “A rischio diritti e sicurezza delle cure”
di Giuseppe Provinzano
"C’è una linea sottile che separa l’organizzazione dei servizi dalla compressione dei diritti. Quando questa linea viene oltrepassata, il rischio non riguarda solo i professionisti, ma l’intero sistema di cura. È su questo crinale che si colloca la dura presa di posizione del NurSind, che da Caserta lancia un allarme destinato a far discutere ben oltre i confini provinciali".
Caserta, 06/05/2026. Una deriva che trasforma uno strumento straordinario in una pratica ordinaria e, secondo il NurSind, profondamente distorta. È questo il quadro tracciato dalla segreteria territoriale del sindacato delle professioni infermieristiche, che accende i riflettori sulla gestione delle prestazioni aggiuntive all’interno dell’Azienda Ospedaliera di Caserta.
Al centro della denuncia emerge un sistema definito opaco e privo di regole condivise, dove ciò che dovrebbe servire a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza viene invece utilizzato come soluzione strutturale alle carenze di organico. Una dinamica che, nella lettura del NurSind, finisce per alterare profondamente l’equilibrio contrattuale e organizzativo.
Il nodo principale riguarda la mancata applicazione delle disposizioni contrattuali, con particolare riferimento alle norme che regolano l’utilizzo delle prestazioni aggiuntive. L’assenza di un quadro chiaro, denunciata dal sindacato, si traduce in una gestione discrezionale che apre la porta a disparità di trattamento tra professionisti.
Non meno rilevante è la questione della totale assenza di un regolamento aziendale, elemento che secondo il NurSind rappresenta una lacuna grave e non più giustificabile. Senza criteri definiti, tetti orari e modalità trasparenti di accesso, il rischio è quello di alimentare tensioni interne e percezioni di ingiustizia.
A rendere ancora più critico il contesto è la segnalazione di una applicazione disomogenea delle prestazioni aggiuntive, limitata solo ad alcune unità operative. Una scelta che, di fatto, crea differenze tra professionisti impegnati in ambiti ugualmente delicati, acuendo il malessere organizzativo.
Sul piano delle relazioni sindacali, il quadro delineato è altrettanto netto: il NurSind parla di assenza totale di confronto, con decisioni assunte unilateralmente dall’Azienda e senza il coinvolgimento delle rappresentanze dei lavoratori.
“Non possiamo accettare che gli infermieri vengano trattati come pedine in una trattativa privata tra Direzioni e singoli reparti” – afferma con fermezza la Segreteria Territoriale NurSind Caserta.
“Questa gestione ‘su misura’ delle prestazioni aggiuntive calpesta la dignità professionale e mette a rischio la sicurezza delle cure, spingendo il personale verso turni massacranti senza alcuna garanzia di equità.”
Una presa di posizione netta, che si traduce anche in una richiesta formale: il NurSind chiede lo stop immediato a quello che definisce un modus operandi inaccettabile e sollecita l’apertura urgente di un tavolo negoziale. L’obiettivo è la definizione di regole trasparenti e condivise, in grado di ristabilire equilibrio, equità e rispetto dei diritti.
Nel frattempo, la vicenda di Caserta si inserisce in un contesto più ampio, dove la gestione delle risorse umane continua a rappresentare uno dei nodi più critici della sanità italiana. E ancora una volta, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere gli infermieri e, con loro, la qualità dell’assistenza.
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