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Ruggi di Salerno, recupero stipendi senza confronto: il NurSind denuncia una gestione inaccettabile

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 08/01/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Decisioni calate dall’alto e lavoratori chiamati a pagare errori non loro: il sindacato degli infermieri alza la voce

Salerno, 07/01/2025. Non è una questione meramente contabile. È una questione di rispetto, metodo e responsabilità, che tocca nel profondo il rapporto tra istituzioni sanitarie e lavoratori. A Salerno esplode il caso del recupero di somme economiche deciso dall’Azienda “Ruggi” senza alcun confronto preventivo con i rappresentanti del personale. Una scelta che ha provocato la dura reazione del NurSind, che denuncia con forza un approccio ritenuto lesivo dei diritti e della dignità professionale di chi ogni giorno garantisce assistenza ai cittadini.

La decisione, assunta a fine dicembre, prevede il recupero di somme considerate eccedenti e addirittura la loro dilazione su più anni futuri. Un provvedimento adottato senza trasparenza, senza dati condivisi e senza alcun tavolo di confronto, che rischia ora di trasformarsi in un contenzioso serio. Per il NurSind non è accettabile che errori di programmazione e controllo vengano scaricati indistintamente sui lavoratori, come se fossero responsabili di scelte mai compiute.

"Siamo davanti a un atto grave e inaccettabile, perché si pretende di far ricadere su tutti i lavoratori un debito che non hanno causato. Qui nessuno ha acceso mutui o firmato spese fuori controllo: le persone hanno solo lavorato, spesso oltre il dovuto, per garantire servizi essenziali in una struttura complessa come un grande ospedale", afferma il segretario generale provinciale Biagio Tomasco.

Il punto, per il sindacato, non è solo il merito della decisione ma soprattutto il metodo utilizzato. Decidere dall’alto, senza spiegare e senza coinvolgere chi rappresenta il personale, significa svuotare di senso le relazioni sindacali e calpestare diritti fondamentali.

"Il confronto non è una gentile concessione, è un dovere. Senza spiegazioni e senza dati chiari si crea solo sfiducia e conflitto", ribadisce Tomasco.

A rafforzare la denuncia interviene anche il segretario amministrativo Adriano Cirillo, che sposta l’attenzione sulla gestione delle risorse economiche.

"Il problema non è il lavoro svolto dal personale, ma l’assenza di controllo e di programmazione. Se per anni si autorizzano spese senza verificare la reale disponibilità, la responsabilità non può ricadere su chi ha semplicemente eseguito ordini di servizio".

Un’immagine semplice ma efficace chiarisce la posizione del NurSind.

"È come fare acquisti senza guardare il conto e poi chiedere ai figli di pagare. Questo non è equo e non è giusto", sottolinea Cirillo.

Durissime anche le valutazioni dei rappresentanti dei lavoratori, che temono un impatto devastante sul clima interno. Domenico Ciro Cristiano parla apertamente di una misura destinata a generare tensioni e frustrazione.

"Si chiede a persone che magari non hanno mai fatto un’ora di straordinario di ripianare un debito generato da altri. È una scelta che alimenta un forte senso di ingiustizia".

Per Valerio Guida Festosi, il nodo centrale resta la mancanza di trasparenza.

"Abbiamo chiesto più volte di conoscere nel dettaglio cosa ha prodotto questo squilibrio, ma non sono mai arrivate risposte complete. Senza chiarezza non può esistere alcuna soluzione condivisa".

Chiude il quadro Carmine Sammartino, che lancia un monito chiaro sulle conseguenze future.

"Se passa il principio che gli errori di gestione li pagano sempre i lavoratori, domani potrà accadere di nuovo. Questo precedente non lo accetteremo".

Il NurSind chiede ora l’immediato ritiro del provvedimento e la convocazione urgente di un tavolo di confronto vero. In assenza di risposte, il sindacato è pronto ad attivare ogni azione legale a tutela dei lavoratori. Una vicenda che va oltre i numeri e diventa un caso emblematico sul rispetto delle regole e della dignità di chi lavora ogni giorno nella sanità pubblica.