Legge di Bilancio 2026, salari e produttività: sconti fiscali su aumenti, premi e turni
Un pacchetto di misure pensato per difendere il potere d’acquisto dei lavoratori e rafforzare il legame tra retribuzioni e produttività. I commi 7-13 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio 2026 introducono una serie di agevolazioni fiscali che riguardano aumenti contrattuali, premi di risultato e compensi per lavoro notturno, festivo e a turni. Interventi mirati, con platee e limiti ben definiti, che puntano soprattutto sui redditi medio-bassi del settore privato.
Aumenti contrattuali tassati al 5%
La novità più rilevante riguarda gli incrementi retributivi legati ai rinnovi dei contratti collettivi. Gli aumenti corrisposti nel 2026, se derivanti da contratti firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, saranno tassati con un’imposta sostitutiva del 5%, al posto dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali. La misura si applica ai lavoratori del settore privato che nel 2025 hanno avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 33.000 euro. È prevista la possibilità di rinuncia scritta da parte del lavoratore, qualora preferisca il regime ordinario.
Stop all’estensione di una misura del 2024
Il comma 8 interviene su una norma precedente, limitandone la durata. Viene infatti cancellato il riferimento agli anni 2026 e 2027 per una misura introdotta con la legge di fine 2024, che resta valida solo per il 2025.
Premi di produttività quasi esentasse
Sul fronte dei premi di risultato e della partecipazione agli utili, il governo alza ulteriormente l’asticella degli incentivi. Per le somme erogate nel 2026 e nel 2027, fino a un massimo di 5.000 euro annui, l’imposta sostitutiva scende all’1%. Una riduzione drastica che rende questi strumenti ancora più convenienti sia per le imprese sia per i lavoratori, rafforzando l’idea di salario legato ai risultati aziendali.
Turni, notti e festivi: tassa al 15%
C’è poi un capitolo dedicato al lavoro più gravoso. Per il solo periodo d’imposta 2026, le maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e per il lavoro a turni potranno beneficiare di una tassazione agevolata al 15%, entro il limite di 1.500 euro annui. Anche in questo caso è possibile rinunciare al regime agevolato.
La misura si rivolge ai lavoratori del settore privato con reddito 2025 fino a 40.000 euro. Sono esclusi i compensi che, pur chiamati “indennità”, sostituiscono di fatto la retribuzione ordinaria. Restano invece valide le regole contributive previdenziali e assistenziali- approfondisci qui
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