Sovraffollamento cronico nei pronto soccorso, NurSind: Non chiamatela emergenza
Dietro il sovraffollamento cronico non c’è l’influenza, ma anni di scelte sbagliate che ricadono su infermieri e cittadini
Palermo, 08/01/2026. Il sovraffollamento dei pronto soccorso di Palermo torna al centro del dibattito pubblico, ma per il NurSind la narrazione dominante rischia di essere non solo superficiale, ma profondamente ingannevole. Parlare di “emergenza improvvisa” legata al picco influenzale significa ignorare – o peggio occultare – una realtà ben diversa: le aree di emergenza palermitane operano stabilmente oltre la loro capacità massima durante tutto l’anno, in una condizione ormai strutturale che nulla ha a che vedere con la stagionalità.
In questo contesto, il sindacato delle professioni infermieristiche prende una posizione netta e scomoda, riportando il dibattito sui binari della verità e della responsabilità istituzionale. Non si tratta di un evento eccezionale, ma dell’ennesima manifestazione di un sistema che da tempo mostra segni evidenti di cedimento.
«Non è un’emergenza improvvisa, ma un fallimento strutturale», sottolinea con forza il NurSind, respingendo ogni tentativo di semplificazione mediatica.
A ribadire il concetto è la segreteria provinciale guidata da Aurelio Guerriero, secondo cui far credere all’opinione pubblica che il problema sia nato all’improvviso significa mistificare la realtà e scaricare sul personale sanitario responsabilità che non gli appartengono. Una narrazione comoda, che finisce per esporre infermieri e operatori a pressioni insostenibili, aumentando stress, burn-out e rischio clinico, mentre la risposta assistenziale diventa inevitabilmente inadeguata rispetto ai bisogni reali dei cittadini.
«Se qualcuno vuole riscrivere la storia per convenienza, noi non ci stiamo», chiarisce senza ambiguità il NurSind, denunciando il sospetto che l’attuale clamore serva più a giustificare nuove scelte dirigenziali e riorganizzazioni di vertice che ad affrontare il cuore del problema.
Il nodo critico, secondo il sindacato, è infatti esterno agli ospedali. La medicina territoriale continua a essere inefficace, priva di filtri adeguati e di percorsi alternativi credibili al pronto soccorso. È qui che nasce l’ingolfamento delle aree di emergenza, non certo nei reparti ospedalieri già allo stremo, dove si lavora da anni in condizioni di sotto-organico cronico e carichi assistenziali fuori controllo.
«Medicina territoriale debole, assenza di percorsi alternativi, mancanza di filtri: è da qui che nasce il collasso», ribadisce il NurSind Palermo, chiedendo un confronto serio ma fondato sulla realtà dei fatti.
Nel frattempo, però, non si può continuare a pretendere l’impossibile da chi è in prima linea. Per questo il sindacato avanza richieste chiare, concrete e non più rinviabili. Servono assunzioni immediate e consistenti nelle aree di emergenza, un adeguamento realistico delle dotazioni organiche in tutti i reparti e l’abbandono definitivo di coefficienti di calcolo del personale definiti senza mezzi termini “ridicoli”, lontani anni luce dalla complessità assistenziale reale.
«La sicurezza dei cittadini passa dalla sicurezza e dalla dignità di chi li assiste», conclude il NurSind, avvertendo che continuare a ignorare questa evidenza significa condannare il Servizio sanitario pubblico a un collasso lento ma inesorabile, costruito sulle spalle di infermieri e operatori già oltre il limite.
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