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Buoni pasto negati: il tribunale dà ragione al NurSind Ancona e condanna l’AST

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 05/04/2025

MarcheNurSind dal territorio

 

ANCONA – Il NurSind Ancona segna un punto decisivo nella difesa dei diritti degli infermieri. Con una sentenza destinata a fare giurisprudenza, il tribunale ha condannato l’AST Ancona per il mancato riconoscimento dei buoni pasto ai lavoratori che, dal 2014 al 2023, avevano svolto turni superiori a sei ore senza ricevere né pasto né indennità sostitutiva.

Dietro questa vittoria, c’è il lavoro costante del NurSind, il Sindacato delle Professioni Infermieristiche, che ha preso in carico la causa e l’ha portata avanti con determinazione e competenza legale. «È una vittoria che dimostra quanto sia fondamentale avere un sindacato forte, competente e vicino ai lavoratori», afferma Matteo Rignanese, segretario territoriale NurSind Ancona. «Abbiamo difeso un principio basilare: il contratto non si interpreta, si applica».La sentenza non lascia spazio a interpretazioni: ogni infermiere ha diritto al buono pasto se lavora più di sei ore consecutive, anche in assenza del servizio mensa. Il tribunale ha inoltre condannato l’azienda sanitaria al pagamento delle somme arretrate a partire da giugno 2019, con interessi e rivalutazione, oltre a 2.259 euro di spese legali.

Per Rignanese, questa non è solo una vittoria in aula. «È un segnale forte a tutte le aziende sanitarie: i diritti degli infermieri non sono un optional. Sono norme contrattuali precise che vanno rispettate. Il NurSind c’è, e continuerà a esserci, ogni volta che un diritto viene calpestato».

Il NurSind Ancona si conferma così un presidio sindacale concreto, capace di ottenere risultati tangibili. «Questa sentenza – prosegue Rignanese – non è solo una rivalsa per i ricorrenti, ma un precedente che riguarda migliaia di colleghi in tutta Italia. E conferma che l’azione sindacale, quando è seria e coerente, può cambiare le cose».

Il caso evidenzia anche un problema più ampio: le condizioni di lavoro degli infermieri, spesso lasciati soli ad affrontare turni massacranti, mancanza di servizi e carichi di lavoro insostenibili. In questo contesto, il ruolo del NurSind si fa sempre più centrale.

«Il nostro lavoro non si ferma qui», conclude Rignanese. «Ogni giorno riceviamo segnalazioni da colleghi che si sentono abbandonati. Noi ci siamo, li ascoltiamo, li supportiamo e li difendiamo. Questa è la nostra missione: garantire diritti, dignità e rispetto alla professione infermieristica».

In un periodo in cui la sanità pubblica è sotto pressione e il personale sanitario è sempre più sotto stress, il NurSind dimostra che l’azione sindacale può essere uno strumento di cambiamento reale. Una tutela concreta, non a parole, ma nei tribunali, nei contratti e nella vita quotidiana degli infermieri.